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BMTH05/07/08 Dreams Come True. Dove eravamo rimasti? Ormai il buio era sceso su tutto il campo. Solo i grandi riflettori sul palco ci illuminavano. Era quasi arrivato il momento. Tutti in prima fila, per assistere al concerto più bello della nostra vita. Ma non bisognava correre troppo, prima c'erano le prove. Avevo un mare di stupide ochette tutte intorno a me che urlavano disperate il nome di Oliver. Si può essere così idioti? Beh, io lo ero di più. Stavo soffrendo per un ragazzo che avevo appena conosciuto e che proobabilmente non avrei più incontrato. Ma mi veniva lo stesso da piangere, e avrei voluto urlargli contro tutto quello che provavo, era così vicino a me da poter sentire il suo respiro affannato, per la corsa e per l'eccitazione. Sentiamo un applauso. Ecco Matt [ il batterista dei BMTH per chi non lo sapesse ] salire sul palco per il sound check. Ecco anche Lee. E poi lui. Curtis. In quel momento la mia mente ha resettato tutta la rabbia, niente e nessuno mi avrebbe rovinato quello splendido momento. Marta non smetteva più di fargli foto, in tutte le posizioni, con la chitarra, alle tastiere, anche quando si chinava e si vedeva il suo splendido sedere XD Io invece rimanevo lì, immobilizzata, a contemplarlo, quasi come una divinità. Fino ad un certo punto, quando la mia cara moglie, una delle persone più importanti della mia vita, ha gridato a squarcia gola verso di lui : " Curtis, she loves you! " indicandomi col dito. Lui ha sorriso, un sorriso splendido. Io non sapevo cosa fare, in quel momento mi sarei scavata una fossa per non farmi vedere, ma lui mi ha salutata e mi ha lanciato un bacio con la mano. Cercavo di trattenere le lacrime, e anche di restare in piedi. L'ho risalutato, e per farlo ci ho messo tutta la forza che mi restava. Lui è unico, speciale, davvero. Non ci sono altre parole. Ma Oliver? Senza di lui non si poteva iniziare! Finalmente eccolo che arriva, con balzo arriva al centro del palco e dietro di me sento solo urla e vedo mani alzate, corna, bottiglie di birra volare. Il sogno ha veramente inizio. Oliver prende il microfono e.. STOP. Le emozioni provate durante il concerto, il mosh pit, i corpi muoversi, il dolore, la gioia, le urla che straziano la notte non si possono descrivere a parole. Alcune cose si possono provare solo con l'esperienza, al limite di noi stessi. Alla fine del concerto, tutti buttati sul prato, ormai era tutto finito. Ora sentivo rinascere la rabbia, e la tristezza. Perchè era tutto finito, era già solo un ricordo, incancellabile sì, ma sempre andato. Il mio lui era sdraiato di fianco a me, con la testa tra le mani. Piangeva, lo sentivo. Ma eravamo troppo scossi tutti quanti per dire qualcosa. E soprattutto io. Con quale coraggio avrei potuto dirgli qualcosa? Nemmeno la ragazza che lo aveva strappato da me diceva nulla, ma non sembrava turbata. Io e Giulian siamo andati verso la tenda per prendere un pò d'acqua. Sara ci ha seguiti. quando siamo arrivati alla tenda, ci siamo abbracciati. Stretti, piangevamo. Sentivo le lacrime di Sara bagnarmi la spalla, e io stringevo il braccio di Giulian come avevo fatto durante il mosh pit, ma ora quel braccio era una sicurezza, mi serviva per rimanere con i piedi per terra, anche se la realtà non mi piaceva. Ci siamo lasciati, lentamente, come in un film. Ma tutti i film hanno il lieto fine, qualcosa che riporti al settimo cielo il protagonista, mentre questo era destinato a finire con questo pianto. Ma eccolo, arrivare veloce, quasi correndo. Il mio lui. Si lancia dentro la tenda. Eravamo pronti ad andare via, Sara mi aveva già preso per mano quando sento una voce provenire dalla tenda :" Ti devo parlare". Sara e Giulian ci lasciano soli. Lui esce dalla tenda, mi guarda con quei suoi occhi enormi. Poche parole : "Abbracciami, ti prego". Non mi ha chiesto scusa, non hai fatto niente per farti perdonare. Perchè dovrei farlo? E invece l'ho fatto. Ci siamo buttati l'uno nelle braccia dell'altra Sentivo che mi stringeva, sempre più forte. Non so quanto sia durato. Per me un secolo, o un secondo. lui piangeva forte e io gli accarezzavo i capelli, così morbidi. Poi mi sono appoggiata alla sua spalla e ho pianto. Mi ha preso la testa e mi ha costretto a guardarlo negli occhi. Ha visto la mia paura, e la mia gioia. Non era ancora il momento di un bacio. Allora ci siamo distaccati. Siamo tornati al campo mano nella mano, e lui non ha neanche guardato l'altra ragazza. Ecco il lieto fine. Grazie. Ci siamo seduti tutti sul campo ma ad un certo punto...Vediamo un'ombra sfrecciare e dirigersi verso di noi..non riuscivamo a capire chi fosse..ma si! Era Angelo che correva per tutto il campo con in mano un qualcosa di chiaro..sembrava un pezzo di stoffa.. "HO L'ASCIUGAMANO DI OLIVER! GLIEL'HO PRESO DALLA TESTA!" Saremo stati per una buona mezz'oretta a baciare, accarezzare, idolatrare quell'asciugamano xD Dopo vari litigi con Cloud sul tema della pucciosità, ho firmato la mia condanna a morte nel caso lo riincontrassi xD Ma si era fatto tardi, era ora di tornare a casa. Sapevo che i miei erano già fuori. Saluto tutti. Per ultimo lui. Mi tira su, mi prende in braccio e due bacini sulle guance. All'orecchio: " Ci vediamo ". Mi sorride. Quel sorriso mi sembrava familiare, sembrava quello di Curtis. Scappo via mano nella mano con Sara. Finalmente avevo un sorriso stampato sulla faccia. Epilogo : Prima volevo rinunciare a lui, ma ora Sara mi ha fatto capire che è sbagliato. Quindi ora ci parlo e presto ci rincontreremo Comments (78)
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